SCENA VIII.Argia, Arsinda.ArgRsinda, abi qual mi troviADiversa da me stessa, e da che fui!Già tutta sdegno, or di pietà fornitaPiù che gl'affanni miei piango gl'altrui.Arsin. E che ti auuenne mai?Arg.Dal carcere vicino in questo locoPortossi a caso un prigioniere ignoto.Lo vidi! l'ascoltai?Mi disse i suoi tormenti,Pianse gl'affanni suoi;Mà con qual pianto oh Dio, con quali accentiRidir no'l posso, e tu pensar no'l puoi.Se lo mirasti oh caraN'auresti si pietà.Piange sua sorte avaraSi che morir ti fà.Se lo &c.Arsin. Se dunque il PrigionieroNon è noto ad Argia, egl'è straniero.E se in queste RealiCarceri si racchiudeNon sono abbietti e vili i suoi natali.B 11
Oronte