Ros.Nis.Ros.Nis.Ros.Nis.
SCENA XI.Rosmilda Niso.Eh qual t'incontro, o Niso,Stretto da ferrei nodi? Io non credeiGiammai che a gli occhj mieiPoteſſi in alcun tempo eſſer noioſo.Chi ormai teco imprigiona il mio riposo:Bella. Le mie cateneIo dirò mie, benche pur mie non sonoSe non di lor le pene,Son d'un genio fellon barbaro dono.Non t'intendo, o mio Bene.In prestito le porto.Pur più acerbo è il confortoDel mio stesso doloreChe per esser d'altrui vien fatto mio.ohimèIo non t'intendo oh Dio!Il Reo chi è dunque? Nis. Un Inocente. Ros.Chi dunque morir deL'un dee morir, mà due cadranno al suolo,L'un sbraneran le fiere, e l'altro il duolo.Ros.