Cass.
Cleo. Ascolta pria Signore e se peccaiNon ricuso morire. Dem. E che dirai?Cleo. Dimmi se reo di MorteCredi colui, che di salvar procuraLa propria vita? Dem. No che la NaturaCi diè tal legge. e di ciò fare insegna.Cleo. Perche dunque la DonnaChe di salvar s'ingegnaCon generoso ardireLa sua vua, il suo sposo, hà da morire?Dem. Chi la condanna? Cleo. Tù: donna son ioCassandro è'l sposo mio.All'or ch'io mi pensaiTraditore il Marito45Contro di lui pugnai:Or ch'il vedo innocente,A lui torno pentita.E se questo è fallire, ecco la vita.Tu non errasti, anzi di prenno degnaE'l'opra tua. ond'io vi prego AmiciSorte più lieta, e giorni più feliciIl Giel ve li conceda: e questa siaLa vostra pena, e la vendetta mia,Se sì dolce è la vendetta
Si soa-