SCENA II.Tessalonice in abito da Vomo sottonome di Cleonte, e detti.Cleon. Ignor, se non losdegni, io teco pureVerronne all'alta Impresa. Ignoto, e solo,Non però vile è questo Brando; avvezzoNei Campi di BellonaA mieter Palme, e meritar Corona.Dem. Gentil Garzone al faticoso, e duroEsercizio dell'Armi, e che ti muoveIn si tenera etade? anche ai più fortiPenoso, grave. E chi ti fà sì audace?Amor, quel crudo Dio, che non vuol pace.Cleon.Che di conteseVago, e di pianti;S'il foco acceseNei petti AmantiNon fù d'Amore,Ma di furorePregna la face-Amor quel crudo Dio, che non vuol pace.Dem. a Vuol Guerra e ver. Ma non di rabbia, e sdegnoChe l'armi sué possentiSon dolci sgardi, & amorosi accenti.Oh
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Il giorno di salute ovvero Demetrio in Athene : dramma per musica da rappresentarsi nei giorni del carnovale ... 1697
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