A SE STESSO.
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indegna dei suoi moti e dei suoi sospiri; e la vita,non altro che “ amaro e noia La bella immagina-zione deH’Amore e della Molle all'raIella!i, era slata([nasi sogno d’infermo: “ al gener nostro il fato Nondonò clic il morire E 1’esasperalo poeta laneiòallora alla Natura e a Dio la titanica bestemmia delcanto A se slesso, che polrebb'essere incisa com’epi-gral'e su un degli avelli della Città di Dite.
Con che acre compiacimento contemplerà più lardila mina onde furono involte e ville e colti e giardinie palagi e città famose, là, “ su l’arida schiena Delformidabil molile Sterminator Vesevo „ ! E sdraialo,neghittoso ed immobile, sui campi cosparsi di cenereinfeconda o ricoperti daH’impielrata lava, ei ripenseràa colei cui aveva prostralo l’indomito core; e, purrimpiangendo i gentili errori, pure arrossendo delgiogo indegno, s’allegrerà, mirando il mare la terra eil cielo, che quella suprema illusione, l’amore, siaaneh'essa svanita; e amaramente sorriderà. Il sorrisoè Tulliiiia espressione del pessimismo leopardiano.