222
ILLUSTRAZIONI.
ducei, ch’ebbe la fortuna (l’esaminarli, che tra i ma-noscritti napoletani v’è di mano del poeta 1’“ argo-mento di una canzone sullo stato presente d’Italia ,,,e subito in principio queste parole: “ gl’italiani chehanno combattuto per Napoleone in Russia „. Indi ilpoeta continua delineando rapidamente pensieri, im-magini, espressioni che informarono poi l’episodio,per così dire, italo-russo nella seconda canzone; poiriprende a mezzo: 0 patria mia, vedo le mura e gliarchi, seguitando sin che verso la fine s’impone: “ quisi passi alla battaglia dei Greci alle Termopile
Dalle carte napoletane il Carducci (Degli spirili ecc.,pp. 177, 182; e cfr. pp. 125, 130, 165) riferisce ancoraquesti altri brani della traccia in prosa, che più pro-priamente si riferiscono alla seconda canzone:
Aneli’ io vengo come posso a cantare e tributare omaggio convoi e con tutti gl’Italiani a Danto. 0 gran padre Alighieri,questo già non ti tocca per amor di te, che non hai bisogno dimonumento e sei glorioso per tutto e immortale; — o se l’Italiat'avesse dimenticato sarebbe già barbara ecc., nè certo ti dimen-ticò; le avvengano tutte le sventure, so lo fece; — ma per gl’i-taliani, acciò si destino ecc. Oh come, vedi, la povera Italia, comefu straziata dai Francési, spogliata de’ marmi e delle tele! ecc.trattati come pecore vili dai Galli, Itali noi! Qual tempio, qualaltare non violarono? qual monte (pendice), qual rupe, qual antrosi riposto fu sicuro dalla loro tirannide? Libertà bugiardissimaecc. E ’l peggio è che fummo costretti a combatterò per loro.Qui alle campagne e selve rutene ecc. come sopra per l’altracanzone....
0 patria nostra, oh in che diversa terra moriamo per coluiche ti fa guerra! Oh morissimo per mano di forti e non delfreddo: oh morissimo per te, non per li tuoi tiranni: oh fossenota la morte nostra ! infelici, sconosciuti per sempre e inutilmentesofferenti le più acerbe pene! Così dicendo morivano e gli adden-tavano le bestie feroci, urlando su per la neve e il ghiaccio ecc.Animo care, datevi paco o vi sia conforto che non hacci pernoi conforto alcuno. Infelicissimi fra tutti, riposatovi nell’infi-nità della vostra miseria, vi sia conforto il pianto della patriae de’ parenti: non di voi si lagna la patria, ma di chi vi spinsea pugnar con tra lei. E mesce al pianto vostro il pianto suo;sventuratissima sempre. Yi sia conforto che la sorte vostra nonè stata più dolce di quella della patria.