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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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ILLUSTRAZIONI.

ducei, chebbe la fortuna (lesaminarli, che tra i ma-noscritti napoletani vè di mano del poeta 1 argo-mento di una canzone sullo stato presente dItalia ,,,e subito in principio queste parole: glitaliani chehanno combattuto per Napoleone in Russia. Indi ilpoeta continua delineando rapidamente pensieri, im-magini, espressioni che informarono poi lepisodio,per così dire, italo-russo nella seconda canzone; poiriprende a mezzo: 0 patria mia, vedo le mura e gliarchi, seguitando sin che verso la fine simpone: quisi passi alla battaglia dei Greci alle Termopile

Dalle carte napoletane il Carducci (Degli spirili ecc.,pp. 177, 182; e cfr. pp. 125, 130, 165) riferisce ancoraquesti altri brani della traccia in prosa, che più pro-priamente si riferiscono alla seconda canzone:

Aneli io vengo come posso a cantare e tributare omaggio convoi e con tutti glItaliani a Danto. 0 gran padre Alighieri,questo già non ti tocca per amor di te, che non hai bisogno dimonumento e sei glorioso per tutto e immortale; o se lItaliat'avesse dimenticato sarebbe già barbara ecc., certo ti dimen-ticò; le avvengano tutte le sventure, so lo fece; ma per gli-taliani, acciò si destino ecc. Oh come, vedi, la povera Italia, comefu straziata dai Francési, spogliata de marmi e delle tele! ecc.trattati come pecore vili dai Galli, Itali noi! Qual tempio, qualaltare non violarono? qual monte (pendice), qual rupe, qual antrosi riposto fu sicuro dalla loro tirannide? Libertà bugiardissimaecc. El peggio è che fummo costretti a combatterò per loro.Qui alle campagne e selve rutene ecc. come sopra per laltracanzone....

0 patria nostra, oh in che diversa terra moriamo per coluiche ti fa guerra! Oh morissimo per mano di forti e non delfreddo: oh morissimo per te, non per li tuoi tiranni: oh fossenota la morte nostra ! infelici, sconosciuti per sempre e inutilmentesofferenti le più acerbe pene! Così dicendo morivano e gli adden-tavano le bestie feroci, urlando su per la neve e il ghiaccio ecc.Animo care, datevi paco o vi sia conforto che non hacci pernoi conforto alcuno. Infelicissimi fra tutti, riposatovi nellinfi-nità della vostra miseria, vi sia conforto il pianto della patriae de parenti: non di voi si lagna la patria, ma di chi vi spinsea pugnar con tra lei. E mesce al pianto vostro il pianto suo;sventuratissima sempre. Yi sia conforto che la sorte vostra nonè stata più dolce di quella della patria.