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I canti di Giacomo Leopardi : illustrati per le persone colte et per le scuole ; con la vita del poeta narrata di su l'epistolario
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La ginestra.

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E se appressar lo vede, o se nel cupoDel domestico pozzo ode inai lacquaFervendo gorgogliar, desta i figliuoli,

Desta la moglie in fretta, e via, con quantoDi lor cose rapir posson, fuggendo,

Vede lontan lusato

Suo nido, e il picciol campo

Che gli fu dalla fame unico schermo.

Preda al flutto rovente,

Che crepitando giunge, e inesoratoDurabilmente sopra quei si spiega.

Torna al celeste raggio,

Dopo lantica obblivion, lestintaPompei, come sepoltoScheletro, cui di terraAvarizia o pietà rende allaperto;

E dal deserto Foro

Diritto infra le file

De mozzi colonnati il peregrino

Lunge contempla il bipartito giogo

E la cresta fumante,

Chalia sparsa ruina ancor minaccia.

E nell orror della secreta nottePer li vacui teatri,

Per li templi deformi e per le rotteCase, ove i parti il pipistrello ascondeCome sinistra faceChe per vóti palagi atra saggiri,

Corre il baglior della funerea lava,

Che di lontan per lombre

Rosseggia e i lochi intorno intorno tinge.

Cosi, delluomo ignora e dell etadi

Chei chiama antiche, e del seguir che fanno

Dopo, gli avi i nepoti,

Sta natura ognor verde, anzi procedePer si lungo cammino,

Che sembra star. Caggiono i regni intanto,Passan genti e linguaggi: ella noi vede:

E luom deternità sarroga il vanto.

E tu, lenta ginestra,

/At.>

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