Che tu quivi prendesti a far dimora!
Ratto d'intorno intorno al par del lampo
Gli altri pensieri miei
Tutti sì dileguar. Siccome torre
In solitario campo,
Tu stai solo, gigante, in mezzo a lei.
Che divenute son, fuor di te solo,
Tutte l’opre terrene,
Tutta intera la vita al guardo mio!
Che intollerabil noiaGli ozi, i commerci usati,
E di vano piacer la vana spene,
Allato a quella gioia,
Gioia celeste che da te mi viene!
Come da' nudi sassiDello scabro ApenninoA un campo verde che lontan sorridaVolge gli occhi bramoso il pellegrino;Tal io dal secco ed asproMondano conversar vogliosamente,
Quasi in lieto giardino, a te ritorno,
E ristora i miei sensi il tuo soggiorno.Quasi incredibil panniChe la vita infelice e il mondo scioccoGià per gran tempo assaiSenza te sopportai ;
Quasi intender non possoCome d’altri desiri,
Fuor eli’a te somiglianti, altri sospiri.Giammai d’allor che in priaQuesta vita che sia per prova intesi,Timor di morte non mi strinse il petto.Oggi mi pare un giocoQuella che il mondo inetto,
Talor lodando, ognora abborrc e trema,Necessitade estrema;
E se periglio appar, con un sorrisoLe sue minacce a contemplar m’affiso.Sempre i codardi, e CalmeIngenerose, abbiette