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CANTI.
Da le, mio cor, quest'uHimoSpirto, e l’ardor natio,Ogni conforto mioSolo da te mi vien.
Mancano, il sento, all’animaAlta, gentile e pura,
La sorte, la natura,
Il mondo e la beltà.
Ma se tu vivi, o misero,
Se non concedi al fato,Non chiamerò spietatoChi lo spirar mi dà.
XXI.
A SILVIA.
Silvia, rimembri ancoraQuel tempo della tua vita mortale,Quando beltà splendeaNegli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitareDi gioventù salivi?
Sonavan le quieteStanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all’opre femminili intentaSedevi, assai contentaDi quel vago avvenir che in mente aveviEra il maggio odoroso: e tu soleviCosi menare il giorno.
Io gli studi leggiadriTabu' lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primoE di rne si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello