CANTI.
Schiera prode e cortese,
Qualunque petto amor d’Italia accende.Amor d’Italia, o cari,
Amor di questa misera vi sproni,
Ver cui pietade è mortaIn ogni petto ornai, perciò che amariGiorni dopo il seren dato n’ha il cielo.Spirti v’aggiunga e vostra opra coroniMisericordia, o Agii,
E duolo e sdegno di cotanto affannoOnde bagna costei le guance e il velo.
Ma voi di quale ornar parola o cantoSi debbe, a cui non pur cure o consigli,Ma dell’ingegno e della man darannoI sensi e le virtudi eterno vantoOprate e mostre nella dolce impresa?Quali a voi note invio, si che nel core,
Si che nell’alma accesa
Nova favilla indurre abbian valore?
Voi spirerà l’altissimo subbietto,
Ed acri punte premeravvi al seno.
Chi dirà l’onda e il turbo
Del furor vostro e dell'immenso affetto?
Chi pingerà l’attonito sembiante?
Chi degli occhi il baleno?
Qual può voce mortai celeste cosaAgguagliar figurando ?
Lunge sia, lunge alma profana. Oh quanteLacrime al nobil sasso Italia serba !
Come cadrà? come dal tempo rosaFia vostra gloria o quando.?
Voi, di che il nostro mal si disacerba,Sempre vivete, o care arti divine,
Conforto a nostra sventurata gente,
Fra l’itale ruine
Gl’itali pregi a celebrare intente.
Ecco voglioso anch’ioAd onorar nostra dolente madrePorto quel che mi lice,
E mesco all’opra vostra il canto mio,