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LA VITA DEL POETA.
di fuori a sentire le mie lezioni sopra Leopardi, nome popolarein Napoli. Io lo chiamai il primo poeta d’Italia dopo Dante.Trovavo in lui una profondità di concepire e una verità disentimento, di cui troppo scarso vestigio è nei nostri poeti. Logiudicai voce del secolo più che interprete del sentimento na-zionale, una di quelle voci eterne che segnano a grandi inter-valli la storia del inondo.... Nei nostri tempi il critico e il filo-sofo coesistono nella mente, accanto al poeta; onde nasce unapoesia riflessa. L’intelletto come tarlo penetra nella fantasia;ma nei grandi poeti la fantasia sommerge e sperde in sè il con-cetto, e lo profonda in modo nella forma, che solo più tardiun’acuta riflessione può ritrovarlo.... Leopardi ha dovuto conqui-starsi lui il suo concetto, e si vede il lavorìo della mente dallesue fluttuazioni. Ma quel concetto diventò sua passione e suaimmagine, e qui è l’eccellenza della sua poesia. Il suo concettoè una faccia del secolo decimottavo e decimonono, lui incosciente,che lo attinse nella vigoria e originalità del suo pensiero. Maò poeta, perchè quel concetto è lui, è la sua carne e il suosangue, il suo tiranno e il suo carnefice, ed è insieme il germeche, fecondato nella fantasia, genera le più amabili creaturepoetiche. Le sue più belle poesie sono quelle in cui la formaè vera persona poetica, di modo che il concetto vi appariscecome immedesimato ed obblìato nell’ indivìduo, con appena unbarlume della coscienza di sè. Così è nAV Infinito, nella Saffo,nel Bruto , nella Silvia, nella Nerina [Le ricordanze], nel Con-salvo, nell’opima. Quando il concetto non sia persona poetica,è necessario che sia almeno non una intellezione, ma uno statoappassionato dell’anima, o una visione della fantasia, com’è neiSalmi e nelle Profezie e neglTnni, e come nel canto Alla Lima,in Amore e Morte, nel Pensiero dominante. Al contrario, mal-grado i fulmini di Pietro Giordani, tenni poesia mediocre laGinestra, dove la base poetica è occasionale, il concetto rimanenella sua astrattezza filosofica, e si esprime per via di argomen-tazioni e di ragionamenti. Dissi che, appunto presso al nostroVulcano, s’era spento quel vulcano poetico.... Accompagnavo leteorie con frequenti letture di quelle poesie, dove avevo mododi scendere nei più fini particolari della poesia e dello stile.
Coronammo quelle lezioni con un pio pellegrinaggio alla tombadi Giacomo Leopardi. Divisi in piccoli gruppi, ci demmo laposta al di là della Grotta di Pozzuoli. Quei paesani ci guar-davano con gli occhi grandi, e ci presero quindi per una pro-cessione di devoti, che andavano in chiesa a sciogliere non soqual voto. Noi ci fermammo con religioso raccoglimento innanzialla lapide.