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LA VITA DEL POETA.
rata, o quella che teneva a passar per timorata, nonpoteva veder di buon occhiò che in una chiesa siseppellisse un miscredente. Così, per poco il Sainte-Beuve, col suo bellissimo saggio critico, non fece chele ossa del povero Leopardi avessero la sorte delleossa di Manfredi. Si lini col mezzo termine di allo-gare le slancile ceneri nel piccolo portico che fa davestibolo alla chiesetta. Colà il poeta sta non sai direse come chi non sia riuscito a entrar nella chiesa ocome chi sia invece riuscito a venirne fuori ; e certorisparmia così, ai suoi ammiratori miscredenti o intol-leranti, il fastidio di penetrar nel tempio per ado-rare il dio „. (D’Ovidio , Un curioso docum. concerti,il L., nel “ Corriere della Sera „ del 12 gemi. 1898).
Il piccolo monumento fu disegnato e diretto dal-l’architetto Michele Ruggiero; riscrizione dettata dalGiordani, e suona così :
AL CONTE GIACOMO LEOPARDI RECANATESEFILOLOGO AMMIRATO FUORI D’ ITALIASCRITTORE DI FILOSOFIA E DI POESIE ALTISSIMODA PARAGONARE SOLAMENTE COI GRECICHE FINÌ DI XXXIX ANNI LA VITAPER CONTINUE MALATTIE MISERISSIMAFECE ANTONIO RANIERI
PER VII ANNI FINO ALL’ESTREMA ORA CONGIUNTOALL’AMICO ADORATO MDCCCXXXVII.
Narra ancora nelle sue Memorie (p. 117-18) il DeSanctis; il quale, per campar daH’epidemia, s’era ri-fugiato per poco nel suo paesello nativo (Morra,presso Avelino), e ora, annoiato, tornava alla città :
Trovai in Napoli il colera un po’ rimosso. Gli studenti tor-navano, le scuole si riaprivano. La novità era l’edizione fatta difresco delle poesie di Giacomo Leopardi. Io ne andavo pazzo,sempre con quel libro in mano. Conoscevo già la canzone sul-l’Italia. Allora tutto il mio entusiasmo era per Consalvo e perAspasia.... Consalvo mi fece dimenticare Ugolino. Lo andavodeclamando anche per via, e parevo un ebbro, come Colomboper lo vie di Madrid, quando pensava al nuovo mondo. Lo de-clamavo in tutte le occasioni, e mi c’intenerivo.... E mi ricordoche, per un delicato riguardo alle signorine, dove il poeta dicevabacio , io mettevo guardo. Poco poi seppi che il gran poeta era