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LA VITA DEI, POETA.
soscriziono. Mio padre, al quale le sue occupazioni toglievano dionorare il Leopardi esternamente come avrebbe voluto, ma cbelo stimava grandemente, concorrerà con molto zelo a quest'o-pera. Angelini poi [lo scultore che divenne di lì a poco famoso;aveva ritratto a matita il Leopardi morto: cfr. Nuovi docum.,p. 238-91 è un bravissimo giovane che non vorrà certamente starsul guadagno in questa dolorosa occasione.... Addio. La primavolta che visiterai il luogo dove il nostro amico riposa, pregaglipace anche per me. Io che credo allo spirito, prego e spero cheDio l’abbia accolto.
E qualche anno dopo, scrisse, in memoria delgrande estinto, una delle sue liriche più ispirale. Giàa Parigi, nel ’34, aveva abbozzale alcune strofe direltea lui; e tra esse mi sembrali memorabili queste:
Ma come il raggio che dovunque offendeSi torce in alto ed alla patria torna.
Tale il tuo verso ascende;
Ed il tuo disperar così si adornaE trasfigura di beata luco,
Che al Ver, cui chiami errore, altrui conduco.
E manda a’ tuoi lamenti innamoratiL'eterno verdeggiar dell'altra spondaI suoi spirti odorati.
Spesso l'anima mia si fe' profondaDi gioia nel tuo carme, e sol mi dolsiChe dall’affanno tuo pace raccolsi.
Ora egli ripiglia e rifoggia con maggior maestriacodesto concetto medesimo, e tocca di quel senti-mento patriottico che tanta eco trovava nel suo cuoredi martire predestinato.
Se per deserto stranoIl dubbio ti traea senza riposo,
Morìa tremulo e lentoIn arcana mestizia il tuo lamento.
Per precipite via
Se più dal sacro Ver givi lontano,
Non fu bestemmia il disperato accento,
E l’affetto il volgeva in armoniaChe al Cielo risalia.
Ed oh che santa carità ti prese