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1 (1703) Sin' al 1636
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433
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Cefare d’Aragon* con vnbuon numero d’ Infanterie Spa-gnuole fotto il Maftro di Campo Andrea Salazar, perchecongiungendofi con le cinque della Religione, trauerfaíTerovnitameme in Barbería. Propofta nel ConíiÜo di Malta 1 ’Imprefa, fu da tutti i Coníiglieri approuata con fingolar de-fiderio, e prontezza d'impiegarui tuttele loro forze, ordi-nando che s'alleftiííero le cinque Galere, eche fi ripartiísein tutte le Lingue vn buon foccorfo di Caualieri. E perch^fi determino che '1 Generale Fr. D. Pietro Gonzales de Men-dozza sbarcaife in terra col commando di tutta la gente dellaReligione, accioche portafle feco più autorità, & obedienza,i] Gran Maeftro lo coftitui fuo Luogotenente generale in.—queirimprefaJ e furono eletri per Sargen ti Maggiorii Com-mendatori Fr. Ferdinando Aueroldo, Fr. Giorgio de BrettonGrillon f e Fr. Girolamo Rutinelli. Per portare Io fteridardodella Reiigione fu deputato il Com. Fr. Filiberto de Matlia, efu data fincombenza difaril primo eftettocoTetardi alle Por-te della Fortezza al Com. Beauregard Capitano della GaleraS.Giorgio, come cfpertiifimo in quella forte di machine. Or-dinate in quefta maniera le cofe , s’ imbarcarono fopra le cin-que Galere della Religione 322. Caualieri, e Religiofí deshabi-to con vnbuon rinforzo difoldati, epanítetiletrefquadrea’28. diLuglio , andarono in prima a far la moftra generale ditutta la gente fopra la punta di Marfaíirocco nelfífola di Malta,e d’inditrauerfarono in Barbería. Ma auuifati i Tripolini dellacomparfadi queíf Armata, e fofpectandone l'attacco, diederoneJIa Terra generalmente alfarmi. Per il che conofcendo inoílri Comandanti che íuanita lafperanza della forprefa ogn’altro tentatiuo farebbe ñato vano, fenza sbarcar gente in ter-ra fe ne tornarono a Malta, di doue le Galere di Napoli , e diSiciliadopotregiornipartironoper Palermo, e le noftre co-minciarono ad alleftirfi per vn’altro importante viaggio.

Era frato felicemente conclufo fin dalla Priuauera paííata ilmatrimonio tra Henrico lili. Re di Francia, e Maria de_Medici Figlinola del fïi G. Duca Francefco, e Ñipóte di Fer-dinandoG. Duca viuente; Principela per l’egregie doti delfe per le beilezze del corpo in quell’etâ fenza pari , e

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<j oU cndo paífarfencin Francia, cosí i’Ambafciator del Re nella

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