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I ^ ett ^ 5 ebener i flato , ó* ornamento del Magi fir al Palagio da tntfono ßati acquißati , come anco di metalli Salnitri 3 tauole ,tretui, di panni, di tele , materia/i , o’¿o prouifio abon-
deuolmente per preuenttone in safo d’ aß'e dio , e per vfo continuode’miei armament i.
ín quefte cofe conftfle il mio/poglio 3 che flimo afctndtrá al va-lore di y o o. mil a fcuii , cbiaui , í la confegna de lie quali ho
già data al G. Commendatore , ¿ora eletto meo Luogotenente,a/ Con/eruitor Conuentuale ; Ö* il tutto per propria induflria , efenza lefione d' ale uno hà accumulato , «o/? con fine d arrtcchimi:ma per reparo , t Jouenemento della noflra Reltgtone-, E corne tut-ti i miei bauere, non corne meet , ma come bent proprij de Ut boft more flematt, volontiere a lei le rendo , e lafcto , recette vnamoderata portione , ajjai minore della quinta parte , ehe mi fitconceduta dal Fenerando Configito Compito , & bo deßrebuita in»pÿ legati, per Suffragio del mió tribulato /piri to , e per nitmdidemeet Familiari , t per alcana recognitione verfo la paterna Ca-fa, & il meo proprio Sangue, il quale ( auenga ebe dalla SantaSede habbia ampia facolta di tefiare ) bo nondimenori/oluto àiwnanteporre alia mia Reltgtone, la quale nel mio flato priuato ptrVeneranda Madre, & in quedo de G. Maeflro per mia dtlewßznaSpofa ho fempre tenuta , t ben mi duole in tali, e tante calamitadella Chrißianita, e [pecialmente del Regno di Francia di nonbauerlt potuto auanzare molto pite con la poffibilità da lei concef-fami : Ma voi diletttjßmi gradite I' affetto , e la volontâ , peu chtl' effitto, nè vogleate delle raie attioni fini (Iramente interpretare , cheper verità non lo merito . Quefla e la mia publica Conftßone ; Epiactffe a ûio cbe foffero qui prefenti anco quet Signori , chora m ac-cujano en ¡{orna , cbe forje con mi Urriano per tanto colpeuolc , nicontro la mia riputateone cotanto s’ accendere ano .
lo vi lafcto, Frateßi , in vno Hato , che ¡e fra di voi abbraccttrtUla Santa pace , e la vera concord ta , potrete quietamente attendereall’ opere deUa Santa bofpitalità, t fenza bifogno d'alcuno far laguer-ra a i Nemict della Santa F ede , fgrauando anco el Tejoro da'debedcontraîti in Roma, & in Catalogna per fnppltr aile neceffità degitanni paffati, La mia dtboltzza non mi lafita derui d’auantaggi» •Non lajetate i>oi fecondo la voflra pietà de pregar S. D. Maefià chah-bia mtfericordta dell’ Anma mea .
Compunti da quefte parole tutti quei Signori con le lagri-me a gli occlii andarono a baciarglila mano , e fe n’vfcironodalla ftanza. A' 12. d J Aprile conuocato dal Luogotenente^,ilConfiglio fîi ordinato, ehe durante V infermità del G.Mae-
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