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i & ai Priorato di Pifa Fr. Ifuardo
Calere ,
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270 . L
r ^ g 5 Fr. Ü. Martin de Niettode Signori di S. Martin.
s f Parendo al G. Maeftrodi non porer efercitarepacificamen*dd G. te la fuá podeftá di dar il poíleífo ai Generale , & a’CapitaniMaefiro ¿elle Galere, e Vafcelli della Religione contro la pretenfionedar“ ti delP Amtniragíio , volle fupe-are vn’altro punto, e v’impie-pcjjeffoa go lo sforzo della fuá autoritá, facendo dare per altra perfo.'< ddll ani 113 f oi ^ Eulta ** poíleífo al nuouo C ipitano della GaleraBonauenrura, llene fpuntó neLmefe di Maggio in onta de'Caualieri ícaliani, che tumultuando, e chiamando aiuto dall’altre Lingue poíero foíTopra tutto il Conuento. Fecero egli-noper allhora notare dichiarationi, e protefte in Cancelling,promof- nè potendo mitigare il conceputo difgufto, promofleroímal-f a d f mente 1’ antica loro pretenfione, che non folo il poífeíTo del-riItalia- le Galere, e Uafceili ddla Religione s’haueífe a dare dall’ni [opta Ámmiraglio ; Mache ’1 Generale, e Capítani delle medemematma. non haueífero da eleggcrfí d’altra Lingua , che della loro .Pero incontrata in ció l'oppoíítione ditutte l’altre Lingue, íiportó lacaufain Rom-a, ¿khauendo S. Santitá delegato perGiudice in elfa il Cardinal Albano, era ncl principio del fe*guente anno 1581?. arriuata in Conuento per ordine dell'iftef-ío Cardinale vmi Citatione a tutte 1 ’ altre Lingue di douercomparire auantidi luí, e ch ’in tal mezo innouar non fipo*teífe cofa alcuna. Alla quai Citatione, e forfe piíi per tema diquel Giudicc, per il frefeo efempio della fentenza data da luicontro la Lingua d’Aragona in fauore dell’Italiana , fi con*citarono generalmente tutti gh aitri Caualieri contro gl’Ita*liani, e fecero gran romore col G Maeftro. Laonde per met-ier la concordia , e quiete nel Conuento , e inoífo anch’ eglii dal proprio interdie, operó talmente, che per ordine fpetia-Je del Papa fu la Citatione, & inhibitatione rruocata, e_,cercando tuttauia il Gran Maeftro di recider dalle radici vnapianta, che non produceua che frutti di difeordie , fupplicoper memoriale Sua Santità di~ voler finalmente terminare^quella si faftidiofa lite. Non parue al Papa giufto, nè Con-uenienre , che ftando la caufa commefsa ad vn certo Giudicc,íi proccdefse di fatto alia fuá decifione , fenza lé debite inti-mationi, e non fentite le ragioni delle parti . Ma per proue-
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