mprefadi Hauarinoin darnoda noftntemata ,
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fua volta, procurando di forprendciio di notte tempo. Perilche fi rimandarono le Naui al Zante , e fu dal Fofcanni ricor-dato di nauigare con 1 ’ Armata ben accofto alla Morea perchiuder il pallo al nemito, il quale vfcendo da Nauarino, hau-rebbe cerca to rafente terra di conduriï in Modone, per ricon-giungerfi col rcfto della fua Armata, ôc iui megho aíficurarfi .Perôtrafcurato Pauuifo, non folo non fi tenne la noítra Ar-mata rifiretta col terrcnoi ma giungendo di giorno,Luccialihebbe agio di ritirarfi in faccia fua lotto Modone, & eifendo-fiquiui fort-fïcato, fenz’effetto poi D. Gio:, dopo hauetlo indarno prouocato, tentó di coftringeilo alla pugna , feguendo-ui folo alcune fattioni di poca confeguenza.
Dopo quefto a propofitione del Generale Veneto fi rifoluèS. Altezza d’attaccar Nauarino il vecchio, collocato fopra lacima d’inacceifibile fcogho,chefourafta al fuo gran Porto; mapoco lo difende La notte dunque de’2. d ‘Ottobre fi sbarcaro-notre milaFantiltaliani, e mille Spagnuoli con 12. can nonidabatteria, e con elfi sbarcoífi anco lo fquadrone di S. Gio:fotto il comando del Teforiero Montgaudry. Era commeífa ladirettionedeirimprefaad Alefiandro Farnefe Principe di Par-ma, il quale volendo piantare le batterie , fit difiurbato da’Partilgeria del Caftello, ch' incefifantemente fparaua , e diferi-rá Popera alla notte, fi leuô verfo la fera vna burrafcacon ven-to, pioggia,e freddo taie, chenonfolamente n’ impedi il dife-gno, ma tolta lafacoltà di sbarcare le vcttouaglie, le muni-tioni, elebagagl e, non hauendo i Soldati con che reficiarfi ,e coprirfi in tempo cosi afpro , eftremamente patirono . IIgiorno de’quattro, effendo i pafli mal cuftoditi da noftri, en-tró nel'a Piazza vna groíla banda di Turchi : Per il che peg-giorandoogni giornole cofc , e prefentito da D. Gio: ch’aModone fi faceua raccoltadi Caualliper foccorrer allafcoper-ta Nauarino, per quefto, e perche conobbe in effet to, ch’etiandio che fi pigliafle quclluogo, non era poi poflibile diconferuarlo, fi rifoluè d’abbandonar Fimprefa. Il Principedi Parmafacendo la mattina de’ cinque ritirar Partiglirie , fivide v enir addofíb vna furia di Caualli, ch’a briglia fciolta cer-c aro no di romperlo : Ma fatto voltar faccia alia fua ordinan-za, Sí oppoftofi coraggioíamente allor impeto, fpalleggiato